Quattro dolci per quattro stagioni.

Come tutti voi sapete la stragrande maggioranza delle ricette che pubblico ha una canzone abbinata. Io amo disegnare, amo la musica, amo impastare e credo fermamente che l’influenza di ciò che ascoltiamo sia necessaria, fondamentale e decisiva ai fini della buona riuscita di qualcosa, specie se questo qualcosa deve trasmettere, a sua volta, emozioni. Così l’altro giorno mentre cercavo del the freddo in frigo, tra il contrasto del caldo torrido della cucina alle 3 del pomeriggio e il fresco del frigo, i Led Zeppelin che suonavano, il profumo delle albicocche e i tentativi di disegnare il mio terzo tatuaggio, ho notato della panna fresca avanzata. Lampo di genio: Gloria lascia perdere tutto e fai dei dolcetti! Ovviamente ispirazioni di questo tipo le ignoro difficilmente se non ho impegni incombenti. E così ho cominciato con la sola intenzione di fare qualcosa di buono, bello e che stimolasse vista, udito, gusto e cuore 🙂 disegnare con gli ingredienti, divertirmi un pò! Da cosa comincio? Faccio delle bavaresi! Forma? Stampi dei muffin, delle camille.. Si loro andranno bene! Via intanto vado con le bavaresi! Nell’attesa che il latte arrivasse alla giusta temperatura ho pensato alla prima monoporzione: Primavera. Ma senza avere la minima idea di quello che avrebbe significato. E così via di crumble, salsa con albicocche e pere caramellate, bavarese alla mandorla. Eccola qui

                                   

I colori, il contrasto acidulo delle albicocche con il dolce delle mandorle, il croccante impregnato di salsa del crumble.. Mentre lo assaggiavo mi vedevo passeggiare sotto una coltre di mandorli, in Giappone, nella stagione della fioritura. In modo assolutamente sequenziale ecco che mi parte in testa Hong Kong Garden di Siouxie and the Banshees: celebrare quel momento come si celebra la primavera. Armonia assoluta.

Nonostante i segnali chiari ed evidenti, non ho colto l’input. Così, dopo averlo messo in frigo, ho proseguito con la seconda bavarese, Estate appunto. Ho capito che sarebbero stati quattro dolci e inizialmente l’idea era di dar loro riferimenti bibliografici, ma l’unico che mi veniva in mente come incastro perfetto era ‘Sogno di una notte di mezza estate’. Mmmhhh no! Qualcosa ancora non mi convinceva. In ogni caso Estate è formata da bavarese alla vaniglia variegata all’arancia amara e crumble alla mandorla e zenzero.

                  

Qui a farla da padrone è la freschezza dello zenzero. Fa davvero la differenza sapete? E tra tutti credo siano i sapori che più mi hanno conquistata. La canzone per questo dolce è fresca, delicata e “pastello” come lui. Sto parlando di Ms degli AltJ. In questo caso è stata lei a presentarsi da me, quella stessa sera mentre ero sdraiata a saltellare tra un pensiero e un altro. Mille suoni, sfaccettature, crescendo e silenzi. L’ho amata dalla prima nota così come ho amato lui al primo assaggio. Anche qui: armonia perfetta ragazzi. Una meraviglia di stupore.

Per il terzo dolce sapevo solamente che doveva essere verde, indipendentemente da tutto. Verde-pistacchio-frutta secca. Così è nato Autunno: gelee di mela cotogna, crumble alla nocciola e pistacchio, bavarese alla nocciola. Questo rispetto agli altri è più dolce nell’insieme, ma non stucchevole. Ha proprio la dolcezza che rende piacevoli le serate nei primi freddi autunnali. La cosa assurda è che la faccenda delle stagioni coincideva sorprendentemente a meraviglia, ma io non ne sapevo ancora nulla! 🙂

                      

Eccolo qui, verde, lucido e adagiato su un boschetto soffice di pistacchio. La canzone che ho voluto associare a questo dolcetto non poteva non essere This must be the place dei Talking Heads.

Siamo al punto in cui, dopo tanto colore, avevo voglia di qualcosa di bianco, puro e soffice. Proprio come una palla di neve, ho deciso di ricoprire una bavarese alla vaniglia con del cocco rapè e contrastare il dolce con una salsa acidula ai frutti rossi. E così arriva l’Inverno.

                                   

Esteticamente mi piace da impazzire. Assaggiandolo la morbidezza dolce della bavarese avvolge tutto e il fresco della salsa e del cocco ‘ripuliscono’ il palato cambiando rotta. Proprio come in un ballo, con la neve che cade tutt’intorno e l’aria fredda avvolge tutto piacevolmente. Ed ecco che mi parte in testa Valzer per un amore, versione suonata dalla London Symphony Orchestra e cantata da De Andrè e Capossela. Questo è “l’inverno russo” che immagino. Una degna e perfetta conclusione di questa piccola e acerba esperienza nel mondo dei sensi, partendo dal palato. La cosa più bella è stata farli assaggiare agli altri: mia mamma, mia sorella, mia nonna che con gli occhi increduli mangiava Estate. E’ indescrivibile la bellezza di quegli sguardi.

Ho voluto rendervi partecipi di questo viaggio perché penso si possa essere felici con poco se si stimolano i punti giusti. Quindi vi prego, vi esorto. Non siate superficiali, mai. Osservate, assaporate, concedetevi sempre un minuto in più anche solo per respirare un profumo nell’aria o osservare la tenda che svolazza mossa dal vento, ascoltate tanta musica, leggete, siate curiosi, fate in modo di conoscere il mondo, le persone. Lasciatevi stimolare da quello che vi sta intorno e cercate sempre la bellezza delle cose. Solo così vivrete in armonia, con voi stessi e quindi con gli altri. C’è così tanto da stare stupiti continuamente quindi, che si aprano i sensi!

Grazie di cuore a chi ha dedicato qualche minuto a leggere questo viaggetto sensoriale e come sempre.. Stay vintage <3

 

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